Questo è stato il decennio del popolo

Gli anni Sessanta erano eccitanti, nei Settanta c’è stata la stagflazione. Nel decennio successivo si facevano tanti soldi e l’avidità andava bene. I Novanta sono stati gli anni di internet e nei Duemila c’è stata la crisi economica”, scrive Niall Ferguson sullo Spectator: “Gli anni Dieci del nuovo secolo saranno gli anni trumpiani? E come sarà il nuovo decennio? I Venti thunbergiani, forse? Altrimenti, se Greta dovesse avere ragione – e l’Australia si riduce in cenere, Venezia naufraga sotto il livello del mare come Atlantide e l’Asia muore di asfissia – sarà semplicemente l’Ultimo Decennio?
I quattro temi chiave degli anni Dieci sono stati il rallentamento della crescita economica dopo la crisi, la minaccia dell’estremismo islamico, il declino dell’occidente rispetto alla Cina e l’influenza sempre maggiore delle grandi aziende tecnologiche americane. Ognuno di questi fattori ha comportato uno spostamento verso lo stato nazione. Vorrei proporre di chiamare gli ultimi dieci anni il ‘decennio del popolo’ – un’epoca in cui il nazionalismo e il populismo hanno avuto la meglio sui partiti progressisti. Questo mi è sempre sembrato l’esito più plausibile dopo la crisi del 2008 perché i populisti tendono a fare bene quando gli elettori si stancano della globalizzazione e si sentono attratti da dazi e restrizioni sull’immigrazione. Il populismo di sinistra ha conquistato grandi successi nello scorso decennio sensibilizzando l’opinione pubblica sul tema del cambiamento climatico e delle diseguaglianze economiche. Ma non è chiaro se questi temi siano stati politicamente cruciali nel Regno Unito. Le emissioni di carbone sono calate del 26 per cento nel corso del decennio, e anche le diseguaglianze sono diminuite. Quindi cosa ci dobbiamo aspettare negli anni Venti? Il conservatorismo nazionale (un termine più accurato del populismo) attrae gli elettori più anziani e meno istruiti. Nei prossimi dieci anni la loro importanza è destinata a calare, mentre l’influenza dei millennial e della Generazione Z – che preferiscono il socialismo al capitalismo – sarà sempre maggiore.
Tuttavia – nota a questo punto l’analisi dello Spectator – Trump vincerà le elezioni a novembre e anche in Gran Bretagna e in Brasile il conservatorismo nazionale continuerà ad avere successo. Al contrario i progressisti sono destinati ad andare male, almeno nel breve termine. Ma nella seconda parte del decennio il Grande Risveglio inizierà a regalare delle vittorie elettorali alla sinistra. Da qui fino ai prossimi anni,gli anni Venti resteranno trumpiani e brexitari.
Su entrambe le sponde dell’Atlantico – conclude Ferguson – il pendolo inizierà a girare a sinistra dopo il 2024. E nel 2029 – quando avrò 65 anni e Greta Thunberg 26 – il nuovo decennio avrà trovato il suo epitaffio”. (Traduzione di Gregorio Sorgi)